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Dare vita ai sapori e sapore alla vita.

Written by gian luigi staffa

Non è solo un semplice gioco di parole, è una scelta di vita, anche se a volte i meccanismi del mercato e i giochi di parola ci portano altrove.
Il mondo alimentare è pieno di belle parole, tanta pubblicità, luci e colori, ma troppo spesso senza sapori e qualità.
Mai come quest’anno il mercato dei grassi vegetali è  in movimento, l’annata tremenda per le olive, l’olio di palma che ha tolto la maschera e ha dimostrato di essere onnipresente ed estremamente poco costoso, quindi assolutamente preferito dall’industri alimentare.
Troppo ancora deve venire …. Da  consumatore attento osservo l’evoluzione delle bottiglie al supermercato, leggo le etichette, navigo tra le immense quantità di notizie del web  e azzardo qualche conclusione.   Vedo grossi cambiamenti nel futuro prossimo, non potendo più nascondere la provenienza degli oli si inizierà a blasonare oli esteri (beninteso ce ne sono di ottimi ma non sono certo quelli che ci vendono a 5 €  al litro). Sono quegli stessi oli che, pur di venderci per italiani, fino ad adesso hanno fatto carte false (nel vero senso della parola)e che iniziamo a trovare imbottigliati con le scritte a lettere cubitali “Selezione Greca” , “Selezione Comunitaria” .. mah! Non erano peggiori dei nostri? Adesso sono da lodare?

Sono  apparse  le latte da 5 lt nella grande distribuzione, con costi  quasi raddoppiati della bottiglia da 1 lt della stessa marca, (olio cattivo uguale, li ho assaggiati entrambi). La latta non dovrebbe costare di meno, nell’ottica dell’approvvigionamento e dei costi minori di imbottigliamento? No! Visto che  si ripete così spesso che l’olio sta per finire cavalchiamo l’onda e sfruttiamo la paura del consumatore guadagnandoci ancora di più sopra.
È la solita storia, per una parte del mercato qualità è la materia prima che fa guadagnare di più. Oli di palma, margarine , oli comunitari o mediterranei di scarsa qualità, asseverato da leggi farraginose e assenze di controlli, dall’altra parte la poca conoscenza di questo prodotto condito con quella  sottile  distanza tra sofisticazione e marketing.

COME VOLETE PRENDERE ANCORA IN GIRO IL CONSUMATORE ?

Mi sembra tanto il giochino delle tre carte …… perdiamo sempre!
Intanto  anche la maionese è stata sdoganata, si può fare con l’extravergine, non più  quella tanto blasonata da chef e ricettari di cucina dove andava fatta solo con oli di semi perche più “delicato”, adesso ci viene proposta da una nota marca con l’olio extravergine e qualche chef ha capito che con oli extravergine delicati si possono fare delle maionesi  fantastiche che diventano protagoniste e non condimenti ai loro piatti. E pensare che mia nonna sbagliava a suo tempo, la faceva  già con l’extravergine …
Visto l’aumento del consumo dell’olio extravergine nel mondo  ne vedremo ancora delle belle!
Come uscirne? Come salvaguardarci? Perché altrove viene recepita la qualità dell’olio extravergine e noi ci ostiniamo a farci “fregare” ?

Forse è vero, l’olio extravergine di qualità non è per tutti !

P.S. Io la maionese la faccio con vari oli a seconda di dove va utilizzata, una tonda Iblea, una biancolilla, una ottobratica , una carboncella …. Ma questa è un’altra storia.

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